
IL CAVALIERE E IL SERPENTE CON SETTE TESTE
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C'era una volta, tanti e tanti anni fa, un serpente con sette teste che faceva strage degli abitanti di un paese. Il re, allora, per salvare la situazione, cercò di venire a patti con il serpente dicendogli: «Tu rimarrai per sempre nella foresta ed io ti manderò una persona al giorno». Il serpente accettò volentieri il patto. Così ogni giorno veniva sorteggiata, tra tutti gli abitanti, la persona destinata a saziare la fame del serpente. Un brutto giorno uscì a sorte la figlia del re e questi, pur con la morte nel cuore, la mandò nella foresta incontro al serpente. Mentre la fanciulla aspettava il terribile rettile, passò un uomo a cavallo, seguito da una cagnetta, che le chiese perché mai si trovasse in quel posto. La principessa gli spiegò in quale situazione si trovasse ed il cavaliere le disse: «È un peccato che una fanciulla bella come te debba morire, sali sul mio cavallo che ti porto via con me». Arrivò intanto il serpente e la principessa aveva paura che se li mangiasse tutti e due. Il cavaliere sguainò la spada e gli tagliò le sette teste. Ma, essendo il serpente indemoniato, le teste miracolosamente si riattaccarono, e così per molte volte. Il cavallo mostrava segni di stanchezza e il cavaliere, ormai alle strette, tentò l'ultima carta, chiamò la cagnetta e le disse: «Man mano che io taglio le teste, tu portale lontano in modo che non si riattacchino». La bestiolina seguì l'ordine del padrone ed il serpente venne sterminato. Il cavaliere prese le sette teste, tagliò le rispettive lingue e le mise nella sua borsa; poi disse alla principessa: «Aspettami un anno e mezzo e un giorno e sarai la mia fidanzata; ma se allo scadere del tempo stabilito io non sono tornato, tu puoi sposarti con chiunque altro». Mentre la fanciulla tornava al suo palazzo, incontrò un uomo su un carro carico di carbone; questi la fermò per sapere da dove stesse venendo ed ella gli raccontò tutto quello che le era capitato. Allora l'uomo la chiese in sposa e la principessa, poiché non gli voleva dare una risposta positiva, gli disse di aspettarla un anno e mezzo e un giorno. L'uomo accettò, poi tornò indietro e prese le teste del serpente per dimostrare al re che lo aveva ucciso lui. Giunti a palazzo si fece ricevere dal re e gli disse: «Io ho salvato tua figlia da morte sicura, ora devi concedermi la sua mano». Il re dovette concedergliela e il fidanzamento durò un anno e mezzo e un giorno. Giunse il giorno fissato per il matrimonio, ma prima che gli sposi andassero in chiesa, bussò al portone del palazzo un uomo vestito da monaco, ma nessuno voleva farlo entrare, perché a palazzo si festeggiavano le nozze della figlia del re. L'uomo riuscì ad entrare con la forza ed andò alla ricerca della principessa. Questa, appena lo vide, capì subito che si trattava del cavaliere che aveva ucciso il serpente, ma non sapeva come fare per liberarsi del promesso sposo. Al cavaliere venne l'idea di operare una magia sul suo rivale e disse alla principessa: «Ti do un confetto magico, tu lo darai al tuo sposo la prima notte di nozze, quando sarete nella vostra camera ed egli si addormenterà subito». Così dopo le nozze, i due sposi si ritirarono in camera per coricarsi, la principessa offrì allo sposo il confetto ed egli cadde subito in un sonno profondo. La principessa silenziosamente uscì dalla camera, andò a trovare il cavaliere che l'aspettava fuori dal portone e scapparono insieme. La mattina successiva, lo sposo fu trovato solo in camera, profondamente addormentato; tutti pensarono che fosse morto, ma quando si svegliò spiegò come erano andati i fatti e tutti si misero alla ricerca della principessa insieme allo sposo. Quando li trovarono, i due pretendenti presero la via del ritorno insieme alla principessa e litigavano tra di loro, perché entrambi sostenevano si avere ucciso il serpente. Arrivati al cospetto del re, questi chiese loro di presentare una prova che dimostrasse la loro partecipazione all'uccisione del mostro. Lo sposo mostrò le sette teste, ma il cavaliere gli disse: «Apri la bocca ad ogni testa perché vogliamo vedere se ci sono le rispettive lingue». Una volta aperte le bocche e constatato che le lingue non c'erano, il cavaliere aprì la sua borsa, mise fuori le sette lingue e le mostrò al re. Così il re si convinse che era il cavaliere il vero salvatore di sua figlia e gliela concesse in sposa. I due si sposarono e vissero felici e contenti per lunghi anni. |

