RE PEREPENNE
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C'erano una volta un re e una regina che non potevano avere figli, avrebbero dato la loro vita per averne uno. Un giorno si presentò a palazzo una zingara che chiedeva la carità. "Che carità e carità! - disse la regina - io non posso avere un figlio e non voglio dare niente a nessuno". Un giorno il re invitò la regina a fare una passeggiata. Mentre passeggiavano videro una lucertola con tanti figli. "Oh! - disse la regina rivolta al re - Guarda quanti figli ha quella lucertola, mentre io non posso averne neanche uno". Giunti a casa, apparve loro una strega che rivolta alla regina disse: "Tu vuoi davvero un figlio?". Alla risposta affermativa della regina la strega rispose: "Tu avrai un figlio e quando questi avrà quattro mesi io verrò di nuovo". Andata via la strega, la regina si sentì male. Furono consultati i medici di corte e tutti furono concordi nel dire che la regina era incinta. Dopo nove mesi nacque una bambina. La strega si rifece viva a corte quando la bimba aveva quattro mesi. La regina le offrì una giara piena di olio; la bambina che era nel girello la urtò e la giara si ruppe. "Che tu, piccola, non possa mai vedere la luce del giorno!" - Imprecò la strega arrabbiatissima, e scomparve. Da quel giorno la regina tenne la figlia sempre chiusa. Un giorno la principessa, diventata ormai grande, ordinò alla serva di aprire tutte le finestre, perché voleva vedere la luce. Nel frattempo per la strada stava passando un carbonaio, la principessa lo mandò a chiamare con la serva e questi salì da lei. "Senti, - gli disse - io voglio venire con te, altrimenti ti uccido". "Ma io, - rispose il carbonaio - vivo in una foresta piena di serpi, topi e vipere, dormo per terra in una capanna e mangio un tozzo di pane e due sarde al giorno". "Non importa, vengo lo stesso", rispose la principessa. E il carbonaio: "Ma tu che qui hai tutto e vivi nel lusso, come fai ad adattarti a vivere in una capanna?" "Voglio venire", insisté la principessa e, senza farsi vedere, né sentire da qualcuno andò via insieme al carbonaio. Quando il re si accorse che la figlia era sparita, mandò alla sua ricerca tutte le guardie del suo palazzo. Il carbonaio, che era vittima di un incantesimo, sapeva tutto e disse alla ragazza: "Domani ti porterai all'entrata della foresta, quando passeranno le guardie e ti chiederanno se hai visto la principessa, tu rispondi loro di sì, che solo tu le puoi parlare e pregali di tornare il giorno dopo". La mattina dopo, la principessa si vide indosso un bel vestito. Quando passarono le guardie e le chiesero se avessero visto passare di là la principessa, ella rispose loro come il carbonaio le aveva suggerito. Quando il giorno dopo tornarono le guardie la trovarono diversa rispetto a come era apparsa loro il giorno precedente, la fecero salire in carrozza e la portarono dal re. Il carbonaio le aveva raccomandato di non toccare cibo a palazzo, altrimenti non lo avrebbe più rivisto. Per tre volte tornò al re, ma l'ultima volta, dimenticando le raccomandazioni del carbonaio, prese un biscotto e lo mise nel fazzoletto. Quando arrivò nella foresta non trovò più nessuno ed era sparita pure la capanna. Disperata girovagò nella foresta per parecchi mesi. La situazione era ancora peggiore perché era incinta, da un momento all'altro doveva partorire e non trovava nessuno che l'aiutasse. Una notte capitò vicino ad un palazzo, si sentiva male e bussò al portone. Uscì una guardi e gli chiese se la faceva entrare perché le doveva nascere un figlio. La guardia le rispose che lì abitava una regina che da trent'anni non usciva dal palazzo perché aveva perduto un figlio, né permetteva a nessuno di entrarvi. "Per favore, - lo supplicò la giovane - fammi entrare". La guardia impietosita, senza farsi vedere dalla regina, la fece entrare. Durante la notte nacque un maschietto; piangeva sempre disperatamente e la ragazza non sapeva come fare per zittirlo perché pensava che la regina li scoprisse e li cacciasse via. Alla fine si ricordò che il carbonaio, prima che sparisse, le aveva dato tre penne e le aveva raccomandato di accenderle solo in caso di estrema necessità e di pronunciare per tre volte queste parole: "Vieni, re Perepenne!" Dopo aver pronunciate le parole magiche ne accese una. Si sentì un rumore di catene, le campane suonarono, i galli cantarono e apparve un uomo incatenato. Prese il bambino in braccio e chiese il suo nome alla principessa. Ella le rispose che si chiamava Edoardo. Mentre cullava il bambino l'uomo cominciò a cantare: "Vieni Edoardo, bambino mio che la nanna ti faccio. Se i galli non cantassero, le campane non suonassero, gli uccelli non fischiassero, io resterei volentieri con te. Se la nonna lo sapesse fasce d'oro ti darebbe, ma la nonna non lo sa, fasce d'oro non ti dà". Il bambino si addormentò e l'uomo sparì. Il fatto si ripeté per tre notti di seguito. La guardia, impressionata, raccontò tutto alla regina. La regina pensò che l'uomo incatenato poteva essere suo figlio; la notte successiva prese una fascia d'oro e si nascose dietro la porta. Intanto aveva fatto legare le campane e sparire galli e uccelli. Alla mezzanotte il bambino riprese a piangere e la principessa accese l'ultima penna pronunciando tre volte la frase magica: "Vieni, re Perepenne". La regina, che spiava da dietro la porta, vide arrivare l'uomo incatenato che ripeté: "Se i galli non cantassero, se le campane non suonassero, se gli uccelli non fischiassero… le catene se ne cadrebbero. Se la nonna lo sapesse, fascia d'oro ti mettesse!" "Ma la nonna, che lo sa, fascia d'oro or ti dà!", disse la regina spalancando la porta. Aveva riconosciuto il figlio su cui una strega aveva fatto un incantesimo. I due giovani si sposarono e vissero felici e contenti. |

