LA NANNI
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C'erano una volta un marito e una moglie che avevano una figlia. Dopo dieci anni di matrimonio morì la moglie e il marito si risposò con una vedova che aveva, a sua volta, una figlia. La ragazza senza madre veniva maltrattata dalla matrigna e picchiata sempre. Un giorno la matrigna pensò di mandarla dalla "Nanni" sperando che questa si mangiasse la fanciulla. Questa ubbidì e andò a bussare alla porta della Nanni. Quando entrò le disse che l'aveva mandata la mamma per prendere lo staccio per la farina. Entrata in casa, la Nanni le chiese, prima di prendere lo staccio, di vedere che cosa ha in testa, perché si sente sempre un continuo prurito. La fanciulla si avvicinò e quando incominciò a guardare in testa, vide tanti animali immondi, ma, per paura che venisse maltrattata, disse alla Nanni di aver visto solo qualche lendine e piccoli pidocchi. "Adesso, le disse la Nanni, vai ad aggiustarmi il letto, perché la notte non posso dormire". La fanciulla vide nel letto nidi di topi, cimici, pulci e pidocchi e s'impressionò. Ma alla vecchia disse che c'era solo qualche pidocchio. Prima di farla andare a casa, la portò vicino all'armadio e le disse di prendersi uno dei vestiti più belli; poi quando esci di qui, continuò, vicino alla porta c'è un catino di terracotta, metti le mani dentro e poi guarda in cielo. La fanciulla andò nell'armadio e si prese il vestito più brutto, uscendo da casa mise le braccia nel catino e si fecero dei guanti d'oro, guardò in cielo e le spuntò una stella sulla fronte, il vestito si riempì di stelle e da brutto diventò bellissimo. Quando arrivò a casa la matrigna disse fra sé: "Guarda un po', io l'ho mandata dalla Nanni per togliermela davanti ed è tornata più bella". Rossa dalla rabbia e dall'invidia, mandò anche sua figlia dalla Nanni per restituire lo staccio, sperando che anche in lei avvenisse la trasformazione. Quest'ultima entrò in casa della Nanni senza salutare. La vecchia le fece fare tutto quello che aveva fatto la prima, ma questa, facendo la schizzinosa si rifiutò e non voleva fare niente. "Prima di andare via, le disse la Nanni, vai nell'armadio e scegliti un vestito, poi quando esci metti le mani nel catino e guarda in cielo". La ragazza prese dall'armadio il vestito più bello, mise le mani nel catino e si rivestirono di un paio di guanti brutti, guardò in cielo e le spuntò una coda di asino in fronte. Quando tornò a casa la sua mamma si disperò e per la rabbia picchiava sempre la figliastra. Passarono i giorni, passò un principe, vide quest'ultima e se ne innamorò. La matrigna, invidiosa, non sapeva cosa fare per ostacolare il matrimonio della figliastra. Intanto il principe portò i parenti a casa della fidanzata perché la conoscessero e tutti rimasero incantati dalla sua bellezza. Dopo qualche tempo il principe decise di sposarsi per paura di perdere la fidanzata. Il giorno delle nozze la donna mise la figliastra in una botte, fece indossare i suoi abiti alla propria figlia e girò dietro la coda d'asino perché non si vedesse. Quando arrivò lo sposo con i parenti e vide la sposa pensò tra sé: "Ma questa non è la mia fidanzata, non mi sembra proprio lei". Ma dopo non ci pensò più e si sposò. Dopo qualche giorno il principe chiese alla moglie se voleva fare una passeggiata con lui vicino al lago, lei non voleva, ma alla fine il marito la convinse. Ad un tratto, mentre camminavano, apparve un cagnolino che diceva: "Bau, bau, bau! La figlia della "Ciccotta" Il diavolo se la porta; la figlia mia dorata nella botte sta gettata". "Ma che dice quel cagnolino", diceva il principe, ma la moglie cercava di sviarlo. Ma il principe continuò a dire: "Parla, parla perché parli bene, molto mi giova e molto mi conviene". Il cagnolino ripeté le parole e il principe lo seguì. Arrivati a casa il cagnolino indicò il sotterraneo, vi entrarono e arrivati vicino alla botte il cagnolino disse ancora: "Bau, bau, bau! La figlia della "Ciccotta" Il diavolo se la porta; la figlia mia dorata nella botte sta gettata". Aprirono la botte e trovarono la fanciulla con la stella in fronte, il bellissimo vestito e i guanti dorati perché intanto la Nanni aveva rinnovato l'incantesimo. Quando la tirarono fuori mezza morta il principe le chiese cosa volesse che fosse fatto alla matrigna e alla sorellastra. "Voglio che vengano bruciate e le loro ceneri buttate ai sette venti", disse la fanciulla. "Se sola hai letto la sentenza, sola piangerai la penitenza", rispose il principe. Così la matrigna e la figlia furono messe nella botte e bruciate, mentre il principe e la bella fanciulla si sposarono e vissero felici e contenti. |

